Cerveteri, SPRAR: “la candidata Tassitano parla di temi che non conosce”

 

La candidata Margherita Tassitano qualche giorno fa aveva già fatto una brutta figura parlando a sproposito del tema dello sport e dimostrando di non conoscere il nostro territorio né le realtà sportive che lo animano. Tanto che sono state proprio le Associazioni da lei stessa tirate in ballo a smentirla.

Oggi, la Tassitano mette nuovamente in fila tutta una serie di inesattezze su un tema molto più delicato come quello dell’accoglienza, dimostrando di conoscere molto poco anche questo argomento tanto delicato e tanto importante, ma cosa ancora peggiore, utilizzandolo in maniera strumentale per fare della mera propaganda. Proprio perché riteniamo che questo tema meriti la massima attenzione da parte delle Istituzioni e della Politica, ancor più in un momento in cui è all’ordine del giorno apprendere le notizie deli scontri e delle stragi che troppe volte coinvolgono migliaia di bambini, crediamo che sia necessario fare chiarezza.

È bene ribadire, prima di tutto, che Cerveteri non si sottrarrà al dovere, richiesto dall’Italia, di partecipare alle politiche dell’accoglienza. Ma c’è una enorme differenza tra il subire passivamente le decisioni prese dall’alto, a livello centrale dello Stato, e la possibilità di gestire attivamente l’ospitalità a livello locale, in accordo con le reali capacità di accoglienza del nostro territorio.

Come la candidata certamente sa, sebbene manchi di parlarne nel suo comunicato, in qualità di Sindaco di Cerveteri ho protestato aspramente tutte le volte che nelle Istituzioni sovra-comunali si sono prese decisioni che riguardano il nostro territorio senza coinvolgere il Comune. Ho protestato anche in occasione del confronto organizzato dalla Prefettura di Roma con i sindaci di tutti i Comuni dell’Area Metropolitana, svoltosi lo scorso 25 Gennaio a Palazzo Valentini.

In quella occasione, come ha riportato anche la Stampa, ho dichiarato che è inammissibile che lo Stato possa obbligare i Comuni a ripartire sul territorio un numero di migranti connesso alla popolazione residente, quando per la distribuzione delle risorse non si tiene minimamente conto di questo. Come mai lo Stato fa due pesi e due misure? Come mai Cerveteri può contare su poco più di cento dipendenti comunali, compreso il personale della Polizia Locale e della Protezione Civile, a causa del ventennale blocco delle assunzioni, quando nelle tabelle ministeriali risulta che il nostro Comune dovrebbe contare su più del triplo delle risorse umane oggi a disposizione?

Proprio alla luce di questa situazione paradossale, congiuntamente al Sindaco di Ladispoli Paliotta, abbiamo scritto e incontrato il Prefetto di Roma per comunicare la disponibilità dei nostri due Comuni a partecipare ad un bando della Prefettura stessa per le politiche dell’accoglienza. Agendo in tal modo, con grande responsabilità, scongiuriamo l’ipotesi di qualsiasi imposizione calata dall’alto sul nostro territorio, e ci prepariamo a gestire attivamente l’accoglienza attuando un progetto ad hoc.

Come prevede infatti l’accordo il Piano nazionale di accoglienza dei migranti richiedenti protezione internazionale, siglato il 16 Dicembre scorso tra l’ANCI e il Ministero dell’Interno, per gestire una più equa ripartizione dei richiedenti asilo sul territorio nazionale, i Prefetti cercano primariamente la collaborazione dei Comuni. Laddove, però, non sia possibile trovare questa collaborazione, le Prefetture stesse possono emettere dei bandi pubblici per individuare direttamente nei territorio le strutture e i partner per gestire l’accoglienza. Tali bandi sono ovviamente aperti anche ai Privati, senza che questi debbano necessariamente confrontarsi con i Comuni. In altre parole, laddove si verifichi un’inerzia da parte delle Amministrazioni Locali, il ruolo dei Comuni viene meno e i Privati possono proporsi direttamente nella gestione dell’ospitalità.

Al contrario, i Comuni che partecipano attivamente con progetti ad hoc, hanno voce in capitolo sulle modalità di gestione e sulla ripartizione dei richiedenti asilo nelle strutture individuate nel territorio. Tale ipotesi, nel nostro caso, potrebbe configurarsi proprio attraverso la partecipazione ad un progetto SPRAR, dal momento che il nostro Comune lo ha già positivamente sperimentato in passato; il progetto, che andrebbe eventualmente presentato nel mese di Settembre, sarebbe predisposto dal Piano Sociale di Zona, attraverso il quale già da anni le città di Cerveteri e Ladispoli gestiscono in condivisione i Servizi Sociali. Proponendo un progetto di micro-accoglienza, potremo quindi gestire l’accoglienza di piccoli nuclei di persone (massimo 8) e individuare piccole strutture all’interno del territorio (ad esempio delle case sfitte, generando anche un piccolo reddito per le famiglie che le possiedono) dove poter ospitare temporaneamente le persone in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato. In tal modo, se i progetti sono ben costruiti, attentamente seguiti dalle Istituzioni pubbliche e affidati a cooperative serie, riteniamo che si possa dare anche una risposta concreta alla lotta contro il business dell’accoglienza.

Proprio sul tema del business dell’accoglienza, la candidata Tassitano fa nel suo comunicato delle strane allusioni; noi, come sempre, qualora fosse a conoscenza di qualche irregolarità, la invitiamo a rivolgersi alla Procura della Repubblica. È troppo facile lanciare il sasso e poi ritrarre la mano, e non vorremmo che anche ciò fosse fatto in modo meramente strumentale.

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