In commissione Cultura approfondimento sulla storia meridionale

In commissione Cultura, presieduta da Elena Coccia, è stato affrontato oggi l’ordine del giorno a firma del consigliere Andrea Santoro che chiede “l’istituzione di una giornata della memoria, modifiche ai programmi ed ai testi scolastici per il ripristino della verità storica sull’unificazione italiana, modifiche alle intitolazioni di strade e piazze e rimozioni di monumenti”. E’ intervenuto l’assessore alla Cultura Nino Daniele, la presidente della Società Napoletana di Storia Patria Renata de Lorenzo e la professoressa Marcella Marmo dell’Università di Napoli Federico II.

Dopo il rinvio in commissione per ulteriori approfondimenti nel corso del Consiglio Comunale del 20 Marzo scorso, è iniziato oggi il primo di un ciclo di incontri volto ad approfondire i contenuti dell’ordine del giorno e soffermarsi su tre periodi in particolare: il Risorgimento, il Primo dopoguerra e la Resistenza.

Nei loro ampi e documentati interventi sulla storia risorgimentale, le due storiche hanno dichiarato che non è condivisibile il contenuto dell’ordine del giorno in discussione, in quanto è necessario, come ha evidenziato Renata de Lorenzo, che si capisca che non è possibile analizzare un momento isolato della storia senza tener conto della complessità e delle contraddizioni di lungo periodo della storia risorgimentale, che ha radici settecentesche ed europee, che vanno analizzate alla luce delle competenze e delle fonti, e in questo senso è centrale il ruolo della Società Napoletana di Storia Patria anche per le questioni relative alla toponomastica cittadina. Quattro gli aspetti messi in luce da Marcella Marmo per spiegare il fenomeno del brigantaggio nel mezzogiorno rurale (sanfedista, criminale, sociale e inserito in una logica di guerra civile), che ha spiegato l’importanza di comprendere che quella che è avvenuta dopo il 1860 è una guerra civile interna al Mezzogiorno ed è sbagliato leggerlo in un’ottica di contrapposizione nord-sud, né tanto meno di colonizzazione. Sono solo alcuni dei numerosi spunti offerti ai commissari presenti, Salvatore Pace (Dema), che ha dichiarato l’importanza di avviare una discussione più ampia sulla legittimità di una lettura complessiva della storia napoletana senza tuttavia incorrere in usi mediatici distorti di alcuni temi e Francesca Menna (Movimento 5 Stelle), che ha insistito sulla necessità di superare le semplificazioni avviando un discorso complesso all’interno delle istituzioni e della stessa commissione. Di principi non mediabili ha parlato anche l’assessore Daniele, che ha evidenziato che il pur necessario discorso politico sul malessere, sull’orgoglio e le ingiustizie nel Mezzogiorno non deve intrecciarsi a rotte culturali oscurantiste.

Per questo la presidente Coccia ed i commissari hanno ritenuto per ora non condivisibile l’ordine del giorno così come formulato, e rinviato ad ulteriore approfondimento il testo anche con il proponente e con gli altri consiglieri comunali.

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