Legittima difesa, Fiano: “Non capisco polemica su articolo 52 per il caso di Budrio”

Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Partito democratico, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Legittima difesa. “Non condivido che dall’episodio di Budrio si accenda di nuovo il tema su un’eventuale insufficienza dell’articolo del codice penale sulla legittima difesa. – ha affermato Fiano – Nessun giudice in Italia accuserebbe il barista morto ad opera di un killer spietato per aver tentato di fermare il fucile di questo killer, perchè l’articolo 52 evidentemente avrebbe configurato una difesa legittima da parte della vittima. Il Pd ha già presentato una proposta per ampliare le fattispecie contenute nell’articolo 52 anche alla proprietà. Nessuno di noi del Pd si sogna che l’aggredito debba proporre un questionario di notte per capire quali sono le intenzioni del ladro. Noi vogliamo allargare le fattispecie al grave turbamento psichico, per mettere il giudice nelle condizioni di applicare la legittima difesa. La differenza con la Lega è che loro vogliono estromettere il giudice, nella fattispecie in cui il ladro entri nella proprietà privata. Bisogna dare al giudice più strumenti per considerare tutte le fattispecie. Ma noi non possiamo escludere il giudice in uno stato di diritto. In uno stato di diritto non può deciderlo Salvini in tv come sono andate le cose. La percezione di insicurezza per assenza dello Stato esiste, al di là delle statistiche. Il nostro governo ha investito 5,6 miliardi sulla sicurezza, dopo 4 anni di tagli dei governi precedenti. Bisogna però avere più forze dell’ordine visibili per strada e questo deve valere anche fuori dai grandi centri abitati.  E questo vuol dire sia aumentare il numero delle forze dell’ordine sia impiegarle meglio. Poi serve la certezza della pena. Non serve la demagogia di alcuni slogan, servono soldi, azione e certezza della pena. In Veneto ci fu una rapina con i kalashnikov e un benzinaio sparò al ladro, quale giudice potrebbe, sia con l’art.52 già esiste, non riconoscere che lo sparo fatto dal benzinaio sia stato fatto per salvare una vita? Noi siamo dalla parte della vittima, ma riteniamo che il giudizio debba passare da una persona terza come il giudice”.

 

 

 

Fonte Radio Cusano Campus

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