Per la prima volta in Italia la mostra di Kuzma Kovačić , il Michelangelo della Croazia dall’11 aprile al 20 maggio

 

La mostra sarà inaugurata martedì 11 aprile alle ore 18 da Dominique François Joseph Cardinal Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica

“Penso che le sue opere che vidi non fossero prive dell’intervento dello Spirito Santo…”: questo il motto tratto da La pesca e i discorsi dei pescatori del poeta croato di Hvar Petar Hektorović (1487-1572) prescelto per rappresentare l’eccezionale arte scultorea dell’artista croato Kuzma Kovačić le cui opere più prestigiose sono state selezionate per una grande mostra in arrivo – per la prima volta in Italia – dal prossimo 11 aprile a Roma presso i Musei di San Salvatore in Lauro-Museo Donazione Umberto Mastroianni.

L’esposizione, intitolata “Pellegrino nella scultura – lo scultore croato Kuzma Kovačić“, si propone di presentare il lavoro di un artista contemporaneo di ispirazione cristiana che scaturisce dalla fede e che modella la fede, raro esempio nell’ambito delle arti visive contemporanee del mondo occidentale. Frutto di una collaborazione tra l’Ambasciata della Repubblica di Croazia presso la Santa Sede e il Musei Ivan Meštrović, l’esposizione gode del Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, nella persona del cardinale Gianfranco Ravasi, e del Co-patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia e della Città di Zagreb.

Nell’anno in cui si celebra il 25° anniversario del riconoscimento della Repubblica di Croazia e dell’instaurazione delle piene relazioni diplomatiche con la Santa Sede, ci si propone così di promuovere l’arte contemporanea croata a Roma, fulcro della cristianità e centro europeo di cultura, con lavori provenienti da un paese dal ricco patrimonio artistico cristiano e cattolico e da un popolo che vive la fede. Non a caso già in passato artisti come Juraj Dalmatinac, Nikola Firentinac, Juraj Julije Klović, Franjo Vranjanin e Ivan Meštrović avevano suggellato i legami tra le due terre collegando, attraverso l’arte, le due sponde dell’Adriatico.

Definito il “Michelangelo della Croazia”, Kuzma Kovačić è un esempio raro nell’ambito delle arti visive contemporanee del mondo occidentale. La sua opera evoca la storia culturale e il patrimonio artistico nazionale percorrendo in maniera creativa la plurisecolare tradizione della scultura e dell’arte di matrice croata e mediterranea, e dando un significativo contributo al rinnovamento della scultura croata nel periodo in cui predominava la produzione figurativa multimediale.

Dotato di un principio creativo precisamente delineato basato sull’immaginazione poetica, su un metodo scultoreo perspicace, sull’uso di materiali diversi e sulla fede in Dio, Kovačić basa la sua ricerca sulla scoperta di nuovi spazi della scultura nelle forme inventive, utilizzando diversi materiali, da quelli tradizionali e organici a quelli moderni, industriali e anorganici: pietra e legno di diversi tipi e colori, bronzo, metalli preziosi e non preziosi, vetro, spugna, argilla, intonaco, tela, carta e numerosi altri.

La sua espressività è fondamentalmente basata sulle trasformazioni visibili dello spirito materializzato in nuove forme, non ripetendosi nelle varianti né riciclandosi nelle mutazioni, mostrando e dimostrando una profonda devozione cristiana: come lui stesso afferma, “Indipendentemente se stessi creando delle statue ripiegando la terra, sgrossando un vecchio tronco, modellando il vetro caldo o la carta sgualcita, o se stessi dando vita alle persone, a Gesù Cristo e alla Madonna, ho sempre considerato questo mio lavoro come la confessione della fede all’Uomo-Dio risorto”.

Il rapporto tra Arte e Fede, che lui stesso ha fatto emergere per ben quattro decenni nelle centinaia di opere create – dalla celebre porta della Cattedrale di Hvar alle monete della Repubblica di Croazia, dagli imponenti monumenti negli spazi pubblici del Suo Paese, come l’Altare della Patria croata, ai mastodontici rilievi nei luoghi sacrali – sviscera anche un messaggio positivo di ricongiungimento tra i due mondi: secondo gli intenti degli organizzatori, infatti, “l’esposizione può forse offrire una risposta alla secolare questione sulla scissione tra la Chiesa e l’Arte, proponendo una nuova possibile unione a servizio della civiltà della vita, della vita con Dio.”

La mostra, a cura di Milan Bešlić, comprende una significativa selezione delle opere dell’autore scaturita da una scelta delle più importanti creazioni di Kovačić e conta 46 sculture realizzate prevalentemente in materiali resistenti (legno, pietra, bronzo, vetro, terracotta ecc.) e 15 grandi fotografie di monumenti pubblici o opere scultoree sacre, per un totale di sessanta oggetti.
Le opere provengono da gallerie e musei pubblici croati, da collezioni private e da quella dell’autore, mentre le opere pubbliche proposte tramite le fotografie si trovano nelle chiese e negli spazi pubblici in diverse località della Croazia e della vicina Bosnia ed Erzegovina.

La mostra, in programma fino al 20 maggio p.v., sarà inaugurata giovedì 11 aprile alle ore 18 da Dominique François Joseph Cardinal Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

KUZMA KOVAČIĆ – Biografia
Lo scultore croato contemporaneo Kuzma Kovačić nasce il 6 giugno 1952 da Vinko e Jelena, nata Novak, nell’antica città di Hvar, sull’omonima isola situata nella parte centrale dell’Adriatico, in un paesaggio spiccatamente mediterraneo che ha fortemente influenzato l’infanzia e la giovinezza dello scultore e le cui tracce sono rilevabili nelle sue numerose opere. Finito il liceo, Kuzma Kovačić lascia Hvar con un senso di profonda appartenenza all’ambiente mediterraneo e con la concezione cristiana del mondo acquisita in ambito familiare, per approdare nel 1971 a Zagabria in un periodo di pesante repressione comunista, dove si iscrive a scultura all’Accademia di Belle Arti e consegue la laurea nel 1976. Fin dagli inizi della sua attività riesce a trovare la propria strada nella scultura e comincia a esporre le sue opere, cercando di difendere e rinnovare i valori e la specificità dell’arte scultorea e di testimoniare la propria fede per mezzo della scultura. Dopo la laurea sposa nel 1978 Barbara Domančić da cui ha un figlio, Vinko, nato nel 1980, e una figlia, Petra, nata nel 1983. Organizza la sua prima mostra personale nel 1979 nel Museo della Città di Šibenik, dove vengono esposte le sue prime opere d’ispirazione cristiana, spirito che ha permeato fin dagli esordi l’essenza della sua forma scultorea: Sette peccati capitali (1987), Ecco che il mare suda sudore di sangue (1977), La predica di sant’Antonio ai pesci di Rimini (1979). Un anno più tardi, nel 1980, ottiene una borsa di studio dal Governo italiano per Murano dove conosce e perfeziona l’arte del vetro nelle vetrerie “Aldo Nason” e “Fratelli Manfren” e in cui crea le sue prime sculture di vetro. Tutto il decennio a partire dagli anni ‘80 rappresenta per l’artista un periodo creativo molto produttivo, in cui sono state realizzate opere di grande importanza tra cui: Epistola a Mavro Vetranović (1980), Ringraziamento ai benedettini (1983), Per il corpo (1985), Molto amaramente (1988), Dialetto del ča nella scultura (1988) e altre. Verso la fine degli anni ‘80 intraprende il suo primo pellegrinaggio in Terra Santa e a Roma, per visitare successivamente Lourdes, Loreto e diversi altri luoghi di pellegrinaggio della patria e del modo. Il decennio degli anni ‘90 è segnato da un’opera che, oltre ad essere una delle sue opere scultoree sacre più importanti, è stata anche la sua prima grande realizzazione scultorea sacra pubblica. Si tratta della Porta della Cattedrale di Hvar (1990) che ha non solo provocato una reazione positiva del pubblico amante della cultura, ma è stata anche messa in risalto dalla critica come capolavoro della scultura sacra contemporanea e nuovo segno di rinnovamento dell’arte sacra dei croati. Da allora ha realizzato più di cento sculture di carattere pubblico o/e sacro. Negli anni 1991 e 1992 realizza in legno il Crocifisso processionale per la Cattedrale di San Doimo a Spalato. Nel 1993 e 1994, anni del conflitto bellico in Croazia, modella le kune e le lipe, monete della valuta della Repubblica di Croazia e sul Medvedgrad, fortificazione medievale sovrastante Zagabria, crea il monumento Altare della patria croata, che rappresenta il memoriale nazionale con il fuoco eterno in memoria di coloro che durante la lunga storia hanno dato la loro vita per la libertà del proprio popolo e della patria. Segue l’impegno, durato quasi un anno intero, nel scolpire la statua in pietra di papa Giovanni Paolo II, il primo monumento al mondo in grandezza naturale a rappresentare questo Papa, inaugurato solennemente durante la grande celebrazione eucaristica nel 1996 a Selca sull’isola di Brač. Con i colleghi professori fonda nel 1997 l’Accademia delle Arti dell’Università di Spalato, dove lavora attualmente come professore ordinario di scultura, e dal 2011 insegna anche alla Facoltà di Teologia Cattolica della stessa Università.
Ha realizzato il primo monumento in onore di Franjo Tudman, primo presidente croato democraticamente eletto, fondatore e difensore della Repubblica di Croazia, che rappresenta anche l’opera più riuscita del genere secondo il giudizio unanime della critica d’arte e del pubblico croato appassionato di cultura. Il monumento e stato eretto nel 2001 a Škabrnja, piccolo paese simbolo di grande sofferenza durante la Guerra patriottica. Nel 2009 partecipa alla mostra “Scultura croata contemporanea” organizzata dalla Glittoteca dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti e successivamente presentata anche in Germania, Austria, Italia, Slovacchia, Ungheria e Slovenia.
Nel 2012 viene eletto membro associato dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti. Oltre a questo riconoscimento, gli sono stati finora conferiti numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali anche tre onorificenze di stato. E nel 2013 che si presenta al pubblico croato con una scelta recente della propria produzione artistica alla mostra retrospettiva a Zagabria, nella Galleria di Arte Moderna, e successivamente a Spalato, nella Galleria d’Arte. Nello stesso anno è stata pubblicata la monografia sulla sua opera artistica che nel 2014 viene presentata anche a Roma, nel Pontificio Collegio Croato di San Girolamo. Dal 2014 al 2016 scolpisce in pietra, insieme ai suoi collaboratori, il rilievo d’altare Gloria dei martiri croati, che nell’agosto del 2016 viene posto nella Chiesa dei martiri croati a Udbina. Si tratta di uno dei più grandi rilievi sacri in pietra non soltanto in ambito croato e, senza dubbio, di un’opera di un’imponente portata estetica e intensità simbolica. In occasione della cerimonia di inaugurazione e benedizione del rilievo lo scultore ha affermato, come aveva già ribadito tante volte prima in forma sia orale che scritta, che lui esprime la propria fede cristiana per mezzo del linguaggio figurativo, testimoniando con la propria attività scultorea che la parola è diventata opera.
www.kuzma-kovacic.from.hr

11 aprile – 20 maggio 2017

Pellegrino nella scultura
Lo scultore croato
KUZMA KOVAČIĆ

Mostra a cura di: Milan Bešlić

Musei di San Salvatore in Lauro – Museo Donazione Umberto Mastroianni
Piazza di San Salvatore in Lauro 15, Roma
Ingresso libero
Orario: 10.30-13.00/16.00-18.30, chiuso domenica e festivi

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