Roma, dossier UNAEP, 200mila cause pendenti pari a un miliardo di euro di valore

Risparmiare dieci milioni di euro l’anno e dare ossigeno ai tribunali intasati da migliaia di contenziosi. E’ questo l’obiettivo lanciato questa mattina nel corso del convegno “Mediazione e Pubblica Amministrazione: problemi e opportunità”, organizzato in Campidoglio dall’Unaep (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici). Un risultato che può essere raggiunto attraverso il ricorso alla mediazione, prevista per la Pa dall’ordinamento legislativo, ma che necessita di linee guida da redigere in tema di responsabilità per gli avvocati pubblici. Un impegno preso dal Marcello De Vito, avvocato e presidente dell’Assemblea Capitolina, che si è detto disponibile a portare in Aula una proposta di regolamento che trasformi Roma in un esempio di efficienza per tutti.
“L’Avvocatura Capitolina – si legge nel dossier Unaep presentato dal vice segretario Andrea Magnanelli – è composta attualmente da ventuno avvocati, ha circa 200mila cause pendenti, su un totale di 420mila presenti nell’archivio informatico. La metà, probabilmente non interessa più chi l’ha proposta e quindi è destinata ad estinguersi. Ne restano circa 100mila, con una media di circa 5mila cause pendenti a testa per ciascuno dei ventuno avvocati”.
“Il valore complessivo di questi contenziosi in termini di richiesta risarcimenti da parte dei proponenti supera il miliardo di euro”, ha spiegato Magnanelli. “Nel solo anno solare 2016 sono entrate circa 11mila nuove cause. Di queste circa il 35% potrebbero andare in mediazione. Se si considera un valore medio di circa 5mila euro per ogni causa, stiamo parlando di 55 milioni di valore”, ha spiegato l’esponente di Unaep. Considerato che l’Avvocatura “vince circa il 65% delle cause, si può dire che il “rischio” da contenzioso si aggira intorno ai 20 milioni. Se questi giudizi si potessero chiudere in mediazione, tra la riduzione della somma dovuta (la cosiddetta “sorte”), il fatto che si evitano le spese legali e gli interessi (che continuano a decorrere anche durante la causa), si può ben dire che si potrebbe arrivare fino a 10 milioni di risparmi in un solo anno”.
“Una sensibilizzazione dell’amministrazione capitolina su questi temi può dare un significativo impulso di alleggerimento dei tribunali e diventare un volano per altri Enti che possono prendere spunto da iniziative come quelle che mi auguro verranno attivate nella Capitale”, ha concluso Magnanelli.
Per l’on. Marcello De Vito, avvocato e presidente dell’Assemblea Capitolina, quello della mediazione “è un tema importantissimo per il Comune di Roma, che ogni anno ha 11mila contenziosi che arrivano a 60mila contando anche le multe. Un carico pesante – ha aggiunto De Vito – che si riflette sui bilanci di Roma Capitale, poichè spesso devono essere stanziati fondi come debiti fuori bilancio per pagare i costi di queste cause”.
Per questo motivo l’esponente M5S ha sottolineato l’impegno “a fare la nostra parte per il rilancio dell’istituto della mediazione, attraverso un regolamento che si adegui alle indicazioni già contenute nella circolare 9/2012 del Consiglio dei Ministri che riconosce anche agli enti pubblici la possibilità di utilizzare la mediazione per tentare di risolvere i contenziosi. Vogliamo che Roma diventi un esempio da seguire per gli altri Enti Locali”.
Sul tema dei contenziosi grande interesse l’ha dimostrato anche il prof. Andrea Mazzillo, assessore al bilancio e al patrimonio di Roma Capitale. “Il ragionamento che bisogna cominciare a portare negli uffici pubblici è sfatare il tabù della responsabilità come danno contabile, ragionando invece in termini di efficienza”.
D’accordo sulla proposta anche l’avv. Mauro Vaglio, presidente dell’ordine degli avvocati di Roma. “Fa piacere che il Comune di Roma voglia percorrere questa strada – ha dichiarato Vaglio – e se si riuscisse ad avere un protocollo con delle linee guida per poter risolvere le controversie il consiglio dell’ordine degli avvocati non potrà che essere favorevole”.

 

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