Strage di Erba, Schembri: “Puntiamo sulle tracce biologiche trovate e che non appartengono né a vittime né dei Romano”

 

È fissata per domani 5 aprile l’udienza decisiva per la difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Il loro collegio difensivo punta a chiedere la revisione del processo sulla strage di Erba. A undici anni dal massacro che costò la vita a quattro persone, i due, condannati all’ergastolo come unici responsabili, sperano di far riaprire il caso puntando su reperti mai esaminati nell’inchiesta. Toccherà alla prima sezione della Corte di Cassazione decidere sull’istanza dei difensori che chiedono venga annullata l’ordinanza con cui la Corte d’appello di Brescia ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa. Una volta annullata questa, dovrebbe poi toccare all’Appello bresciano, in quanto giudice di revisione, disporre l’ incidente probatorio. Intervenuto oggi a “La Storia Oscura” su Radio Cusano Campus l’avvocato Fabio Schembri ha spiegato la linea della difesa: “Innanzitutto, voglio fare i complimenti a Radio Cusano Campus che ha tenuto vivo il caso evidenziando in più occasioni proprio a ‘La Storia Oscura’ i tanti punti oscuri di questa vicenda. Ne parlavate in tempi non sospetti, quando non si erano ancora alzate le sirene sul caso e non erano state avanzate da altri, come invece accaduto recentemente, quelle che potevano essere delle perplessità sulla ‘Strage di Erba’. Perplessità che addirittura aveva evidenziato fin dal primo momento la stessa Corte di Cassazione quando confermò la condanna all’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi. La Suprema Corte infatti nella premessa scrisse ‘non poche sono le divergenze e aporìe cioè i dubbi che emergono dagli elementi processuali’. E noi proprio da questo abbiamo ritenuto di dover partire per un’eventuale revisione del processo; cioè da quelli che sono gli elementi di dubbio che già esistevano durante le fasi processuali. A questi noi riteniamo di poter aggiungere ulteriori elementi di carattere scientifico e anche di carattere dichiarativo tramite i quali chiederemo la revisione del processo. Per fare ciò servono prove nuove, ecco perché abbiamo chiesto di esaminare alcuni reperti trovati sulla scena del crimine che non sono mai stati esaminati e altri reperti che furono esaminati ma con le vecchie tecniche dell’epoca. Lo stesso Ris di Parma nell’escludere la presenza di Rosa e Olindo sulla scena del crimine, quindi, la presenza di tracce riconducibili ai coniugi Romano, rinvenne delle tracce biologiche di soggetti sconosciuti alle indagini. Cioè tracce che non sono riconducibili né alle vittime, né a Rosa e Olindo, né ai soccorritori. Di chi sono quelle tracce? Sono la firma dei veri assassini?

 

 

Fonte Radio Cusano Campus

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